viaggi, attualità, moda, musica, arte, cucina, spettacoli, cinema...

Mensile di comunicazione ebraica per informare,
educare e divertire
Migliorare la qualità della vita:
obiettivo primario dell’ebraismo.
Shevat 5767
Aprile-Maggio 2007



Editore:
MP TRADE,
Milano

Redazione:
Milano
hbdhbd@libero.it
mptrade@tiscalinet.it

A cura di :
Habad Communications

Redattore:
Piha Meyer

Direttore responsabile:
Maria Luisa Cases

Direzione, amministrazione, pubblicità:
mptrade@tiscalinet.it

Progetto grafico e web:
www.apgrafica.com


Pagine oro
Speciale

Hachnasat Sefer Tora

Domenica 18 Febbraio, Rosh Chodesh Adar,
Milano è stata teatro di un grande evento una
“Hachnasat Sefer Tora'“, alla Sinagoga Beth Halevi, in via Soderini 21 a Milano.
Rav Belinow assieme alla sua famiglia
hanno offerto il Sefer Torà,
in onore dei loro cari genitori “a.h.”

Si e' presentato un pubblico numeroso, che ha portato le diverse Comunita' libanesi, persiani, egiziani, italiani e molti altri, a gioire insieme, con canti e balli per la strada tenendo la Torà sotto la Chupa', con fuochi e bandiere, tutto cio' con la sorveglianza della forza dell'ordine. Cosi' nell'aria si è respirato tanto kidush H-ashem. In seguito ci sono stati discorsi, ancora balli, e un generoso rinfresco, all'interno della Sinagoga Beth Ha Levi . Un'atmosfera gioiosa, calorosa e accogliente, ha toccato tutti e quanti.
Auguriamo a Rav Belinow e Famiglia un grande Mazal Tov e altrettante Berachot!



Vita Ebraica

Scrivi ad Hash-m
di Meyer Piha e Maurizio Hazan

Nella vita di ognuno possono capitare purtroppo periodi difficili, problemi economici, di salute, talvolta questioni così grosse che ci angosciano, che ci schiacciano con il loro peso, che ci tolgono il sonno, preoccupazioni che non riusciamo a cacciare via dalla nostra mente neanche per un istante e che ci impediscono di vivere anche di giorno, situazioni talvolta apparentemente così gravi, senza vie d'uscita, che spingono uomini e donne a sentirsi disperati.

Nell'ebraismo la disperazione però è severamente vietata per il semplice motivo che è blasfema, l'ebreo o ebrea timorati di D-o sanno bene che è Lui il Padrone del Mondo, che è Lui l'Unico Governatore e Regista di tutte le esistenze, quindi non possono avere motivo di disperarsi, sarebbe illogico e quantomeno incoerente, se invece riescono ad esserlo comunque, significa che pensano di essere soli e abbandonati e quindi di fatto stanno negando l'esistenza del Re dei re. Si, ma allora come si fa in quei momenti a raggiungere il Santo-Benedetto-Egli-Sia per chiedere il Suo aiuto? Forse via fax o via e-mail? Con un SMS? Oppure chiamandoLo sul cellulare? C'è qualcuno che ha per caso il numero di telefono dell'Onnipotente? Una classica storiella ebraica forse ci può aiutare. C'era una volta il solito re con i soliti due ministri, uno ebreo, saggio, capace e stimato dal re e l'altro non-ebreo, un po' impedito e quindi invidioso del successo del collega. E come accade spesso ancora oggi tra i dipendenti delle grandi aziende, ecco che il ministro non-ebreo inventa una mancanza per defenestrare il brillante collega ebreo e risolvere così i suoi meschini problemi esistenziali: l'anello del re. Dove è finito? C'è l' ha il ministro ebreo, è ovvio! Classica rabbia del re, classica cacciata da corte, classica caduta dalle stelle alle stalle. Ma nelle stalle si sta male, fa freddo, si prendono malattie, c'è poco pane, si dorme scomodi, sino a che anche quel poco pane finisce lasciando spazio solo alla disperazione. Disperazione? Non sia mai, tuona la moglie! C'è Hash-m, chiediamo a Lui, anzi scriviamogli una bella lettera dove Gli spieghiamo ogni cosa e sicuramente Lui ci tirerà fuori da questo impiccio. Le donne, ah le donne, non oso pensare cosa sarebbe stata la vita degli uomini senza di loro, quanto è stata grande la Sapienza dell'Eterno nell'averle create! Dunque. “Caro Hash-m, ci è successa una cosa assurda, quel ministro non-ebreo ex-collega di mio marito ci ha fatto una bella carognata. Per liberarsi di lui, lo ha denunciato per un furto che non ha mai commesso, e ora il re ci ha cacciati e esiliati in questa buia e fredda catapecchia dove ormai non abbiamo più nulla da mangiare. Ti sembra giusto che quel disonesto se la spassi ancora a corte mentre noi, che non abbiamo fatto nulla di male e siamo sempre stati onesti e fedeli al re, siamo così mal messi? Ti prego, datti da fare ma tiraci presto fuori da questa situazione, solo Tu puoi farlo, grazie, tua Rachel”. Imbustata la lettera, ora andava indirizzata. Dunque, Hash-m, Via… Via…. ma quale via o piazza, Hash-m è dappertutto, scriviamo “per Hash-m” e basta e imbuchiamo la lettera! Detto, fatto. Inutile dire che gli impiegati del servizio postale del re sono rimasti parecchio in dubbio se cestinare la lettera per incompletezza di indirizzo o cercare questo “Sig. Hash-m” tra i residenti del regno. Seguita questa seconda via, un esempio certamente da imitare anche per le poste nostrane, e non trovando nessuno che corrisponda a questo “strano” nome, la conclusione poteva essere una sola: se hanno scritto “Hash-m” senza precisare l'indirizzo significa che la lettera era sicuramente indirizzata al re. Scontato il lieto fine, il re legge la lettera, libera la famiglia ebrea, riabilita il ministro ebreo promuovendolo vicere e fa giustiziare il ministro malvagio. Le storie ebraiche non sono mai semplici storielle con una qualche morale perché sono tutte costruite su una solida base di Torà. Per raggiungere il Santo-Benedetto-Egli-Sia basta solo volerlo, al resto ci pensa Lui, ci sono mille modi e tutti efficaci a condizione di volerlo sinceramente, di sapere bene a Chi si sta parlando e di essere pienamente convinti che Lui è il solo che ci può salvare, un buon avvocato, una bravo medico, una cura efficace, degli aiuti finanziari, un buon lavoro sono solo Suoi mezzi che Lui ha voluto mandarci, Sia Benedetta la Sua Volontà. Ogni anno Purim ci insegna e ci rammenta, se per caso ce lo fossimo scordato, che è l'Eterno che trasforma, Lui solo, la più cupa disperazione nella più grande gioia, scrivi ad Hash-m, non preoccuparti del come, il foglio di carta è il Suo mondo, la penna è la tua bocca, non serve l'indirizzo, Lui è Unico, e se nella busta ci metterai anche il tuo cuore, non serve neanche il francobollo, la tua lettera arriverà in ogni caso.


Auguri

Auguri a Rav Garelik

Aprile 2007 - Nissan 5767

In occasione del 75° anno, tutta la Comunità di Milano insieme alla redazione di Jewish Life augurano a Rav Ghershon Mendel Garelik - Responsabile da oltre 40 anni delle attività del Merkos e primo inviato del Rebbe in Italia - tanti anni felici e con buona salute insieme a tutta la stupenda famiglia.

I primi anni a Milano di Rav Garelik
  

Rav Garelik con lo sfondo del "Kotel" - Il Muro del Santuario a Gerusalemme - ritratto con un ragazzo appena Bar Mitzva in occasione di un grande avvenimento in Israele dove si sono radunati più di mille ragazzi per festeggiare la loro maggiore età religiosa, 13 anni.

Pagina 1 Pagina 2 Pagina 3
Pagina 4

Statistiche web e counter web