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Mensile di comunicazione ebraica per informare,
educare e divertire
Migliorare la qualità della vita:
obiettivo primario dell’ebraismo.
Shevat 5767
Aprile-Maggio 2007



Editore:
MP TRADE,
Milano

Redazione:
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mptrade@tiscalinet.it

A cura di :
Habad Communications

Redattore:
Piha Meyer

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Pagine oro
Curiosità

DEDICATO AI RAGAZZI
.... di tutte le età
di V. O. Acik

Riconoscete nella foto in bianco e nero chi è il ragazzo quattordicenne che diverrà uno dei personaggi più famosi del XX secolo?


Provate ad immaginarlo con i baffi e con i capelli grigi lunghi e con un po' di rughe intorno agli occhi: è il futuro Prof. Albert Eistein premio Nobel per la fisica del 1921, orgoglio e vanto del popolo ebraico.
Abbiamo scomodato il Prof. Einstein per introdurre l'argomento "mancini" e contemporaneamente conoscere più da vicino il personaggio attraverso alcune curiosità.

La maggior parte di noi solitamente ricorre all'uso abituale di una mano anzichè dell'altra: il 90% delle persone preferisce la mano destra, il 10% la sinistra.
Dai tempi di Einstein, la percentuale delle persone che preferisce usare la mano sinistra è aumentata di oltre il 10%, grazie ad una maggiore tolleranza da parte di genitori ed insegnanti che non forzano più i mancini all'utilizzo della mano destra.
Questo è un fenomeno positivo poichè la forzatura potrebbe portare anche a problemi tipo balbuzie, confusione nelle direzioni destra/sinistra o difficoltà all'apprendimento della lettura.

In realtà la preferenza di una mano piuttosto che l'altra è solo un segno visibile dell'organizzazione cerebrale dell'individuo.
Altri segni sono: l'occhio dominante (vedi articolo Jewish Life di Gennaio-Febbraio 2007), il piede usato di preferenza, cioè quello con cui si scende uno scalino o si inizia un passo di danza; ancora un altro segno che distingue chi è possibilmente mancino è la capacità di scrivere al contrario, come allo specchio, cioè da destra a sinistra e con le lettere sottosopra.
Potete provare a scrivere il vostro nome come riflesso in uno specchio, è una cosa che risulta solitamente facile ai mancini, risulta molto difficile per i destri.

Il motivo principale per NON forzare un bambino all'uso della mano "non preferita"è che l'organizzazione cerebrale è probabilmente
determinata geneticamente e quindi obbligare al cambio può significare lavorare contro l'organizzazione fisiologicamente più naturale.
La preferenza naturale è così forte che molti dei mancini obbligati a cambiare mano, sono poi diventati degli ambidestri.
Questi ragazzi che cedevano alle pressioni o anche alle punizioni degli adulti, finivano con l'usare la mano destra per scrivere e poi continuavano ad usare la sinistra per tutto il resto.

Senza voler generalizzare, sembra che i mancini effettivamente presentino caratteristiche diverse rispetto agli altri; pare infatti che siano meno lateralizzati, dove per lateralizzazione si intende il grado per cui, alcune funzioni specifiche vengono attuate quasi preferibilmente da un solo emisfero. Per esempio, l'emisfero sinistro risulta essere quello connesso alla funzione del linguaggio in circa il 98% delle persone. Molti dei mancini invece, sembrano utilizzare per il linguaggio entrambi gli emisferi(destro e sinistro).
Anche se sono differenze di poco conto, gli esperti ritengono che la mescolanza di funzione di entrambi gli emisferi(quindi una minore lateralizzazione)possa essere la causa di un potenziale conflitto o interferenza.
Pare infatti che i mancini siano più portati alla balbuzie o alla difficoltà nella lettura.

Per quanto riguarda il nostro personaggio, Albert Einstein; da piccolo, non parlò sino a due anni e mezzo, con grande preoccupazione per i suoi genitori che pensavano fosse ritardato, ma tutto sembrò risolversi man mano che crebbe.
Quando poi imparò a parlare, prese l'abitudine di ripetere a fior di labbra le frasi che pronunciava, cosa che portò avanti sino all'età di sette anni.

Parallelamente gli esperti ritengono però che la distribuzione delle funzioni su entrambi gli emisferi possa anche contribuire a capacità mentali superiori.
I mancini eccellono spesso in matematica, musica e scacchi.

Nel 1929, a cinquanta anni, il Prof. Einstein diceva di sè stesso: "Se non fossi un fisico, probabilmente sarei un musicista. Vivo in musica i miei sogni ad occhi aperti, vedo la mia vita in termini musicali. La gioia più grande della mia vita la traggo dalla musica".

A dire il vero, in seguito pare abbia anche affermato di aver voluto fare l'idraulico, il rappresentante, il guardiano del faro. Stà di fatto che nel 1952 gli offrirono la presidenza di Israele, ma lui la rifiutò. Nello stesso anno Einstein, con grande modestia, scriveva di sè stesso: "Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso".

Concludendo: se non siete un genio, non siete mancini e anzi, avete qualche difficoltà a scuola, vi serva come incoraggiamento la risposta che il Prof. Einstein diede ad una bambina che gli scrisse preoccupata perchè un po' scarsa di matematica:
"Non preoccuparti delle tue difficoltà in matematica, ti posso assicurare che le mie sono ancora più grandi!"

Le foto

"Attenti a quei 2..."

Meyer e David alla festa di Purim organizzata
dal Bet Ha Talmud e dal Bet Chabad


Notizie dal mondo ebraico

Il Professore Alfredo Mordechai Rabello su...Shechita e Hallal

Nell'ultimo numero del prestigioso JOURNAL OF LAW AND RELIGION americano viene pubblicato uno studio di due docenti israeliani, Pablo Lerner e Alfredo Mordechai Rabello sul problema della proibizione delle macellazioni rituali ebraiche ed islamiche (Shechita e Hallal) nell'Europa occidentale, con offesa alla liberta' di culto delle minoranze. L'ampio articolo esamina l'avversione dell'Ebraismo e dell'Islam allo stordimento prima della Shechita e mette in risalto tutta l'umanita' dell'atteggiamento ebraico e poi islamico verso gli animali, esamina l'atteggiamento di alcune autorita' rabbiniche a favore di un regime vegetariano, arrivando alla conclusione che sia dal punto di vista di protezione della liberta' religiosa, sia dal punto di vista di difesa degli animali debba essere permessa la Schechita'.


E' uscito recentemente dall'editore Giappichelli di Torino un libro su :
"Il sistema costituzionale dello Stato di Israele"
(a cura di T. Groppi, E.Ottolenghi e A.M.Rabello).
Il libro viene a riempire una lacuna assai sentita, permettendo finalmente al lettore colto di farsi una idea del sistema giuridico israeliano in modo serio, sfatando vari miti.
Come sottolineano i curatori della Collana nella Premessa al Volume:
"Israele rappresenta la frontiera degli ordinamenti democratici in un'area caratterizzata da sistemi autoritari o teocratici...Sapere di piu' significa
mettersi nelle condizioni di comprendere le ragioni degli altri.... Paese che vive sin dalla sua nascita in stato di emergenza (se non di guerra con alcuni Stati dell'area, i quali ne auspicano addirittura la cancellazione) e che nondimeno rifugge dal rifiutare le regole della democrazia...La democrazia non puo' essere disgiunta dal senso di giustizia.
Per questa ragione i direttori della Collana vogliono dedicare a una persona 'giusta', scomparsa durante la composizione del volume, un grato ricordo: Simon Wiesenthal rappresenta non solo per gli ebrei e gli israeliani, ma per l'intera umanita' tale sentimento di giustizia."

www.giappichelli.it/home/ricercaCol.aspx


Se ne puo' vedere la presentazione nel sito
quaderniradicali.it/agenziaradicalevideo/3.php

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